Le imprese

Come rendere efficace l’alternanza scuola-lavoro

26 aprile 2017


Come rendere efficace l’alternanza scuola-lavoro

Per le scuole superiori è diventata obbligatoria con la legge “La buona scuola”, ma l’alternanza scuola-lavoro può essere un’opportunità anche per le aziende? 

Come si fa a renderla efficace ed utile davvero?  

La guida “Fabbrichiamo competenze per il futuro – Suggerimenti per un’alternanza scuola-lavoro efficace”, realizzata dall’Associazione, accompagna passo dopo passo gli imprenditori interessati a collaborare con le scuole. Per prima cosa, però, si deve chiarire che cos’è l’alternanza scuola-lavoro. Spesso viene identificata esclusivamente con lo stage, ma è sbagliato: il tirocinio è solo una delle numerose possibilità di contatto tra mondo della scuola e mondo del lavoro. 

La guida suggerisce alcuni esempi di progetti di alternanza scuola-lavoro, come le visite degli studenti all’azienda e agli impianti produttivi o le testimonianze in classe degli imprenditori per fini orientativi. Possono essere organizzate anche lezioni tecniche in cui i dipendenti illustrano, sia a scuola che in azienda, casi ritenuti significativi. Le aziende, comunque, possono anche affidare alle scuole progetti specifici curati direttamente dai ragazzi con il tutoraggio diretto di dipendenti e imprenditori.

Secondo i riscontri di numerosi imprenditori che portano avanti progetti di questo genere l’alternanza è utile perché aumenta la consapevolezza lavorativa dei giovanissimi e favorisce l’incontro con i talenti. In tal senso il Gruppo Giovanni Imprenditori di Assolombarda ha appena lanciato il progetto “50 imprenditori per il futuro” con l’obiettivo di far raccontare a 50 giovani imprenditori come hanno implementato i progetti di alternanza scuola-lavoro e quali sono state le loro esperienze.

Nella guida i progetti di alternanza scuola-lavoro vengono definiti “win-win, in sostanza tutti ci guadagnano. Come? Le scuole possono migliorare la propria offerta e arricchire i propri programmi didattici, oltre ad aiutare gli studenti nell’orientamento post diploma. Le aziende, invece, hanno la possibilità di sviluppare le competenze tecniche e trasversali dei potenziali futuri lavoratori già nel periodo degli studi, creare un rapporto privilegiato con le scuole del territorio e avere anche un buon ritorno in termini di attrattività, employer branding e responsabilità sociale di impresa.

Ma come può un imprenditore trovare la scuola con la quale collaborare? È consigliato guardare nella propria zona orientandosi preferibilmente verso gli istituti affini per l’ambito trattato. Ogni scuola, comunque, ha un insegnante referente all’alternanza scuola-lavoro che ha il compito di fare da punto di contatto tra docenti e imprese: è la persona a cui fare riferimento. 

Per quanto riguarda la burocrazia, invece, nel caso in cui non siano previsti stage serve solo una convenzione in cui sia ben visibile la ragione sociale dell’azienda, il nome del legale rappresentante, il codice fiscale o partita Iva e il monte ore complessivo delle attività previste dalla collaborazione. Nel caso, invece, ci siano stage, saranno necessari anche un Progetto formativo individuale e la valutazione del tirocinante.

La legge di bilancio del 2017 ha previsto, tra l’altro, un esonero contributivo per le aziende che assumono a tempo indeterminato (anche in apprendistato), entro 6 mesi dal conseguimento del titolo, uno studente ospitato in tirocinio per almeno il 30 per cento del monte ore complessivo di Alternanza Scuola-Lavoro previsto per legge per quello studente. L’esonero vale per le assunzioni effettuate da gennaio 2017 alla fine del 2018.

 

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