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Collegamenti aerei: la competizione ha bisogno di ali!

11 febbraio 2015


Collegamenti aerei: la competizione ...

La Lombardia e il Nordovest hanno bisogno di più collegamenti aerei per essere competitive nel mondo e con il mondo.

SOS connessioni

Un dato che da solo dice tutto: fatto 100 il valore di connettività aerea intercontinentale registrato da Londra, Milano si attesta a 24 contro il 46 di Monaco e il 93 di Francoforte.

Come se non bastasse, l’aeroporto di Malpensa è al 28° posto in Europa per numero di passeggeri movimentati.

Una pericolosa contraddizione se si considera che l’area di riferimento di questo scalo è il Nordovest, ai vertici per quanto riguarda lo sviluppo economico.

La porta di ingresso del business

Il dato è allarmante visto che “gli aeroporti sono la porta di accesso in e out alle Città Metropolitane per le relazioni di scala globale, e un loro fattore di competitività”, come sottolinea Rosario Bifulco, Consigliere Incaricato per la Competitività Territoriale di Assolombarda.

Quanto più un aeroporto è in grado di attrarre collegamenti aerei, tanto più la regione in cui si colloca è capace di accogliere flussi globali che incentivano la crescita e lo sviluppo del suo sistema economico e sociale.

Raggiungere nuove mete sviluppando quelle esistenti

Analizzando i flussi di import-export, i Paesi extraeuropei con i quali il Nordovest ha la maggior parte delle relazioni economiche sono Stati Uniti, Cina, Russia, Turchia e, anche se in misura minore, Brasile. L’importanza di questi Paesi e delle loro aree geografiche di riferimento è confermata anche dagli investimenti diretti esteri.

Eppure, non per tutte queste destinazioni esistono connessioni aeree dirette e con frequenza sufficiente da Malpensa. Per le imprese del Nordovest emerge, ad esempio, la necessità di attivarne di nuove verso la Cina e di potenziare quelle verso il Brasile.

Allo stesso modo, vista l’importanza economica degli Stati Uniti come partner commerciale delle imprese del Nordovest, New York e Miami non possono essere le uniche città raggiungibili da Milano con voli diretti. È fondamentale quindi aumentare il numero delle destinazioni da Malpensa verso gli Stati Uniti.

Facciamo rete

Come raggiungere questi obiettivi?
Per quanto concerne Milano, si deve considerare l’insieme dei tre scali che servono direttamente la Città Metropolitana: Malpensa, Linate e Orio al Serio.

Nel Nordest è in atto un processo di aggregazione-specializzazione degli scali che fa perno su Venezia, e che tende a spingersi fino nbso online casino reviews a Orio al Serio, analogamente stanno procedendo Pisa con Firenze; anche nel Nordovest abbiamo bisogno di un processo simile.

Gli sforzi messi in campo da parte di SEA per lo sviluppo di Malpensa sono importanti, si pensi al 12% di crescita dei passeggeri intercontinentali nel 2014 e al 9% di crescita dei volumi cargo. Ma questi sforzi da soli non bastano: Assolombarda chiede alla Regione e ai soci pubblici di riferimento degli aeroporti lombardi un deciso cambio di marcia, per attuare processi di aggregazione, razionalizzazione e specializzazione degli aeroporti, volti ad accrescere l’efficienza del sistema aeroportuale.

Senza tralasciare l’ipotesi dell’assegnazione delle quote azionarie delle diverse società a un unico soggetto che possa realizzare questo obiettivo.

Verso l’hub

In secondo luogo occorre prendere atto che Malpensa non potrà essere un hub intercontinentale fino a che non ci sarà una compagnia aerea in grado di investire sull’aeroporto anche con voli di feederaggio, che trasportano passeggeri verso l’hub futuro. Allo stato attuale, per crescere a livello intercontinentale, occorre sviluppare voli point to point, laddove il mercato è in grado di sostenerli, e rendere più flessibili le attuali norme internazionali, per promuovere gli accordi bilaterali l’Italia e i Paesi extra UE.

In gioco c’è il rischio che la connettività internazionale e intercontinentale di Milano resti una frazione di quella delle metropoli europee concorrenti.
Ed è un rischio che non vogliamo correre.

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