Le imprese
Made in Italy

Ci sta come il Parmesan sui maccheroni

22 aprile 2015


Ci sta come il Parmesan ...

Non è un errore, il Parmesan è uno dei tanti prodotti esteri che tentano di copiare le eccellenze italiane, facendo imbufalire le imprese dello Stivale.

Stanco della salsa Bolognaise?

Quante volte all”estero ti è capitato di vedere prodotti con nomi o immagini italianeggianti, ma che in realtà di italiano non hanno nulla? E” il fenomeno chiamato “Italian Sounding“: copiare le eccellenze nella nostra tradizione agroalimentare e poi spacciarle per “made in Italy” anche se prodotte all”estero con metodologie molto diverse dall”originale.

Qualche esempio? Il pecorino prodotto in Cina con latte vaccino, il Parmesao in Brasile, il Barollo in Gran Bretagna. Insomma una faccenda seria, che rischia di recare danno all”immagine dell”Italia e fare concorrenza sleale alle nostre imprese.

Nuove etichette… vecchi problemi

Lo scorso 13 dicembre nell”Unione Europea è entrato in vigore il nuovo Regolamento 1169/2011, che stabilisce un insieme di regole sulle etichette di alimenti e bevande.

L”obiettivo è rendere le etichette più chiare e leggibili per i consumatori, per esempio utilizzando caratteri più grandi e dando maggiori informazioni su grassi e ingredienti.

Tra i vari punti del Regolamento, però, ce n”è uno casino online in particolare che piace poco alle aziende italiane: è sparito, infatti, l”obbligo di indicare lo stabilimento di produzione.

Made in Italy da tutelare

Cosa significa? Che molti prodotti tipicamente italiani potrebbero essere prodotti anche all”estero, senza che questa informazione compaia in etichetta.

Ecco perché alcune catene della grande distribuzione, così come molte aziende, hanno deciso di mantenere la scritta “Made in Italy” sull”etichetta dei prodotti a marchio proprio, anche se non è più obbligatorio.

 
Vuoi conoscere meglio il tema? Contatta Fabrizio Lain, tel. 0258370.237, e-mail fabrizio.lain@assolombarda.it.

Prodotti alimentari e informazioni al consumatore. Ne abbiamo parlato con le imprese associate il 17 aprile, dopo i primi 100 giorni di applicazione del Regolamento UE n. 1169/2011.

 

 

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