Le imprese

Cara azienda, non ti capisco

22 ottobre 2014


Cara azienda, non ti capisco

Nell’era del digitale, le imprese continuano a scrivere ma non necessariamente a farsi capire.

Il nuovo e-book del Consorzio Qualità propone un metodo per creare testi capaci di farsi leggere.

Scrivere per farsi capire

Smartphone, tablet, pc, e-reader… In un’epoca in cui la tecnologia regna sovrana, fermarsi a riflettere sulle capacità di un’impresa di comunicare con un testo potrebbe sembrare quasi anacronistico. Come potrebbero esserlo le conoscenze e le consuetudini acquisite sui banchi di scuola, ma anche in qualche corso di comunicazione scritta seguito più di tre anni fa.

L’unica certezza riguarda il contesto e la sua evoluzione: oggi si scrive e si legge in movimento. Ed è una situazione che condiziona l’attenzione di chi riceve il messaggio. Per questo va scritto nel modo giusto.

Serve di più un buon metodo che la media dell’otto in italiano

Siamo sicuri che i nostri testi riescano a comunicare? Lo siamo davvero in un caso solo: quando il nostro destinatario “reagisce” come ci aspettiamo. Senza un feedback, o meglio senza il feedback atteso, è nebbia fitta.

Stiamo parlando di un obiettivo non da poco. Una buona predisposizione non basta, come non basta aver avuto la media dell’otto in italiano al liceo. E non è affatto detto che chi si sente negato debba gettare la spugna. Quello che serve è un metodo. Un metodo che convinca chi ci legge che sta spendendo bene il suo tempo. E che dimostri che noi, scrivendo, abbiamo speso bene il nostro.

Contenuto, forma e grafica: i tre ingredienti della comunicazione scritta efficace

Nella comunicazione faccia a faccia, il successo si gioca nell’integrazione del corpo, della voce e delle parole. Le relazioni fra queste tre componenti sono complesse e delicate: se non sono in sintonia, il messaggio del corpo prevale sul significato letterale di ciò che diciamo. E la comunicazione rischia di fallire.

Per i testi, funziona allo stesso modo. Ci sono sempre tre componenti: contenuto, forma linguistica (lessico e sintassi) e grafica. E vige anche in questo caso la relazione tra loro: una buona impostazione grafica, che dà evidenza delle parti importanti, guida il lettore nella lettura. La forma linguistica, cioè la scelta delle parole e la struttura delle frasi, lo traghetta verso il cuore del messaggio. Ma senza un contenuto interessante, un’altra volta, non andiamo da nessuna parte.

Un e-book per non sbagliare

“Scrivere per farsi capire”, oltre a essere l’obiettivo della nostra comunicazione aziendale, è il titolo del nuovo e-book che il Consorzio Qualità di Assolombarda ha presentato il 21 ottobre nel suo convegno annuale, dedicato appunto a questo tema.

Il testo – realizzato da Erika Leonardi, consulente e scrittrice sui temi manageriali – propone principi, strumenti e comportamenti, suggerendo applicazioni pratiche e interattive. E le vignette di Bruno Bozzetto puntano i riflettori sui concetti chiave, con una sana dose di ironia. Citazioni letterarie, esempi, laboratorio e questionario online rendono il libro ricco e piacevole da leggere.

Chi vuole, può leggere “Scrivere per farsi capire” sul sito del Consorzio Qualità. Per chi va di fretta, invece, ecco tre regole d’oro per non cadere in trappola scrivendo un testo: togliere il superfluo, essere semplici e imparare dagli insuccessi.

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2 thoughts on “Cara azienda, non ti capisco”

  1. Mirko scrive:

    avete una link injection nel testo

    1. assolombarda scrive:

      Buongiorno Mirko,

      molte grazie per la segnalazione che ci ha permesso di sistemare il testo.

      Un saluto cordiale

      La redazione

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