cultura

Canaletto e Bellotto, i “fotografi” di Venezia approdano a Milano

14 novembre 2016


Canaletto e Bellotto, i “fotografi” di Venezia approdano a Milano

Dal 25 novembre mostra alle Gallerie d’Italia: esposti cento pezzi dei due pittori, di cui un terzo mai approdato prima in Italia. 

Sono i maestri del vedutismo veneto, una forma di “cartolina” di lusso del Settecento. Ma anche tecnici infallibili di inquadrature.

Negli anni della macchina fotografica sempre a portata di mano, di scatti a raffica di cibo e paesaggio e di filtri per correggere le imperfezioni di un’immagine, hanno dell’esotico le cartoline che ancora si vendono in alcune edicole o negozi di souvenir delle mete di vacanze. Chi ha bisogno più che un fotografo immortali al suo posto un tramonto, o un monumento, una chiesa o i ruderi di un tempio antico, quando ciascuno può confezionare per sé sequenze infinite di foto?

È quindi ancora più stupefacente ammirare quanto raro e prezioso era il ricordo di un viaggio per un turista del Settecento. Non cartoline ma quadri, che gli stranieri che facevano tappa in Italia per il Grand Tour acquistavano per portare a casa un pezzo di quei paesaggi mozzafiato. Nasce in questo solco il vedutismo veneto, grandi macchine pittoriche che immortalavano una Venezia su cui ormai era tramontato il sole della Serenissima Repubblica, intesa come potenza marittima e commerciale, e su cui si affacciava il potere immateriale che ancora oggi la città lagunare esercita: quello di essere un unicum in tutto il mondo.

Figura di spicco è Antonio Canal, detto Canaletto, “le cui opere erano assai apprezzate dai viaggiatori stranieri che le acquistavano con vere cartoline di lusso”, scrive Marco Bussagli nella monografia “Il paesaggio”, uscita nei volumi monografici della collana “Art e dossier”. Canaletto (Venezia, 1697-1768) e suo nipote Bernardo Bellotto (Venezia 1722 – Varsavia 1780) sono i protagonisti della mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”, che aprirà al pubblico dal 25 novembre al 5 marzo 2017 nella sede milanese delle Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo in Piazza Scala (l’ingresso è gratuito).

È il primo progetto espositivo che Milano dedica ai due artisti del Settecento: con la curatela di Bozena Anna Kowalczyk, ospiterà circa 100 opere, tra dipinti, disegni e incisioni, un terzo delle quali mai esposte prima in Italia. “La nuova esposizione si iscrive nella continuità delle grandi mostre che abbiamo realizzato nella nostra sede museale a Milano – ha spiegato alla presentazione Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo -. Grazie ai prestiti di musei e collezionisti di tutto il mondo, porteremo in città le opere dei massimi interpreti del vedutismo, per ripercorrere una delle stagioni più luminose della pittura italiana ed europea”.

Non solo una mostra di belle vedute. Canaletto è stato anche maestro tecnico, “grazie all’impiego sistematico della camera ottica nata per soddisfare le aspirazioni di oggettività che rispecchiavano quegli aspetti di scientificità che sarebbero poi sfociati nell’illuminismo”, spiega Bussagli. E Bellotto non è stato da meno, perché dopo aver appreso la tecnica dal Canaletto, ne ha dato una personale interpretazione in grado di competere con quella del maestro.

Antonio Canal fotografo ante litteram di Venezia, ma anche curioso inventore di giustapposizioni di architetture dall’antico – piramidi, archi trionfali, colonne mozzate – in quei capricci che altrettanto rispondevano al gusto estetico del tempo. E il Bellotto, pittore del Nord, con le sue vedute di Vienna o di Dresda, dove aveva una casa distrutta dall’attacco prussiano del 1760 ma da cui è stato recuperato, dopo secoli, il resoconto della sua biblioteca.

 

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One thought on “Canaletto e Bellotto, i “fotografi” di Venezia approdano a Milano”

  1. giorgio scrive:

    una sede molto prestigiosa come le gallerie d’Italia per i quadri del canaletto e del bellotto, un’opportunità da non perdere, e ho letto anche su questo portale http://manoxmano.it/milano/evento/luce-canaletto-bellotto/

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