Le imprese

Aziende sempre più smart, come cambia la workplace strategy?

31 maggio 2018


Aziende sempre più smart, come cambia la workplace strategy?

Dagli spazi aziendali come rappresentazione dell’organigramma all’assenza delle postazioni fisse: come vengono progettati i nuovi workplace ai tempi dello smart working.

L’organizzazione degli spazi di lavoro nelle imprese incide sul benessere dei lavoratori e sulla produttività aziendale. Ma come sono cambiati gli spazi negli ultimi anni e come evolveranno? E ancora: quanto incide il nuovo approccio introdotto dallo smart working?

Facciamo, però, un passo alla volta. Un anno fa è entrata in vigore sul tema la legge 81 del 2017, che regolamenta il lavoro agile/smartworking una norma snella che garantisce alle imprese flessibilità operativa e che si inserisce in un panorama in cui alcune grandi aziende avevano già investito su progetti di questo genere, seppur non esistessero riferimenti normativi ad hoc in materia. Tra gli obiettivi del legislatore si possono sicuramente ricordare la promozione delle possibilità offerte dallo smart working, l’incremento della competitività e una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Nello smart working il luogo di lavoro fuori dall’azienda non è definito a priori e obbligatoriamente fisso, altrimenti parleremmo di telelavoro. La scelta del luogo di lavoro, in ogni caso, deve essere guidata da un criterio di ragionevolezza e la sicurezza, anche in assenza dei vincoli dello spazio aziendale, deve essere sempre messa al primo posto.

In questa direzione, il workplace, anche nei contesti aziendali, sta subendo grandi trasformazioni negli ultimi anni. E lo smart working, che si basa sul raggiungimento di obiettivi professionali e non su postazioni e orari fissi nel tempo, tende a favorire questi processi. In sostanza, la flessibilità lavorativa introdotta dal lavoro agile si ripercuote anche sugli spazi lavorativi e i processi di cambiamento dell’organizzazione interna del lavoro possono essere così facilitati dalla rivoluzione degli spazi aziendali.

Dagli anni ’60 gli spazi all’interno di un’azienda sono infatti stati configurati come rappresentazione dello status del lavoratore e dell’organigramma dell’impresa. Oggi, invece, i fattori da cui partire per organizzare l’ambiente lavorativo non si legano tanto al ruolo e all’organigramma quanto alle funzioni e alle attività da svolgere e al livello di digitalizzazione disponibile. L’ambiente di lavoro, così, diventa parte integrante del processo di raggiungimento degli obiettivi aziendali contribuendo al benessere e alla produttività del lavoratore.

L’esempio pratico dei fenomeni descritti è il passaggio ormai consolidato dagli uffici chiusi a spazi caratterizzati in funzione delle attività che vi si devono svolgere e utilizzati in rapporto ad esse, e non perché sono stati assegnati. Non mancano esempi come i phone boot per le telefonate, anche personali, o le meeting room per le riunioni informali. A conferma di quanto detto si registra da anni l’inversione della tendenza delle aziende ad ingrandire le sedi di pari passo con la crescita dei dipendenti. Con le nuove forme di organizzazione non è più necessario tutto lo spazio di un tempo e, tendenza che si registra a Milano negli ultimi anni per alcune grandi aziende, la sede diventa un luogo aperto alla cittadinanza per incontri ed iniziative culturali.

Per una workplace strategy attenta ed efficace sono, comunque, necessari tre presupposti. Per prima cosa l’adesione dei livelli apicali dell’azienda al progetto deve essere molto forte. Gli obiettivi, inoltre, devono essere calibrati rispetto alla realtà di partenza in relazione anche alla digitalizzazione degli ambienti. Infine, i lavoratori devono essere assolutamente coinvolti nell’attuazione della strategia. Insomma, in un contesto in cui il mondo del lavoro sta cambiando, si verifica una naturale evoluzione degli spazi in chiave smart.

 

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2 thoughts on “Aziende sempre più smart, come cambia la workplace strategy?”

  1. Lucia Matti scrive:

    Sul tema siamo i primi in Italia con il brand DEGW. (www.degw.it)

    Ci piacerebbe poter presentare casi concreti alle vostre aziende.

    A vostra disposizione!
    l.matti@l22.it

  2. Mauro scrive:

    Per creare questi spazi servono le giuste soluzioni di arredo: Estel (www.estel.com) è una delle poche aziende italiane al passo con i tempi in tema di arredi smart

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