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Automotive: dove 1+1 fa 4

19 marzo 2015


Automotive: dove 1+ 1 fa 4

La filiera Automotive di Assolombarda, i suoi risultati e le sue prospettive;

raccontate dai protagonisti: il coordinatore Roberto Luciano Forresu, Hr manager di Pirelli Tyres, e Piergiorgio Bianchi, consigliere di Star Bianchi.

Imprese con qualcosa in comune

Pirelli. 37mila dipendenti nel mondo. Il core business è lo sviluppo, produzione e commercializzazione degli pneumatici premium per il segmento consumer (autoveicoli e motoveicoli) e per il segmento industrial (veicoli industriali e veicoli agricoli). E’ presente in in 160 paesi e ha testa e cuore in Italia: è negli headquarters di Milano che si concentrano le funzioni strategiche, a partire dalla Ricerca e Sviluppo. Star Bianchi. Decisamente più piccola (una decina di dipendenti), produce elastomeri termoplastici a Fizzonasco e, a dispetto delle dimensioni, punta su mercati internazionali e di nicchia.

Cosa le unisce?

1) Parecchi anni fa Star Bianchi ha venduto alcuni dei suoi prodotti a Pirelli Metzeler. Vero, ma ormai è preistoria.

2) Sono partite entrambe dalle biciclette. «L’impresa che diventerà Star Bianchi è nata negli anni ‘50 grazie a mio nonno», ha detto presentandosi Piergiorgio Bianchi, attuale consigliere dell’azienda, «e ha cominciato proprio dal settore del ciclo». «Anche noi abbiamo cominciato con le bici», ha commentato Roberto Luciano Forresu, responsabile Hr di Pirelli: «il nostro ‘first cycle tyre’ è del 1894, gli pneumatici per auto sono arrivati solo nel 1901». Sì, ma c’è di più.

3) Entrambe le aziende hanno deciso di far parte della filiera Automotive di Assolombarda; anzi, di esserne promotori e animatori.

Automotive, una filiera che nasce dalle imprese

IMG_0255BASSAIl primo a parlarne è Bianchi. «Qualche anno fa ho partecipato a un’iniziativa davvero eccezionale dei Giovani Imprenditori di Assolombarda, il “Social2business”: presentazioni veloci tra imprese organizzate in filiere, volte a innescare relazioni e rapporti di business. Riflettendoci, ho pensato che avremmo potuto sfruttare l’idea per un’iniziativa che mettesse insieme imprese di una stessa filiera e che offrisse, oltre ad opportunità di networking, business e partnership, la possibilità di sviluppare progetti e azioni di interesse comune». Bianchi ha contattato alcune imprese di Assolombarda del settore motomotive, le ha riunite e ne è nata un’idea: incontrarsi e presentarsi, tutte insieme e sotto l’egida dell’associazione, a un potenziale grande buyer.

È a questo punto che è nata la sinergia con Pirelli. Forresu ha preso contatti con uno dei più grandi produttori europei di scooter e l’incontro, nel giro di poco tempo, si è realizzato. I ‘piccoli’ hanno avuto un’opportunità che difficilmente avrebbero potuto cogliere da soli: far conoscere le loro aziende al colosso del motociclo e capire come funziona il processo degli acquisiti. La grande azienda, a sua volta, ha intercettato tante piccole realtà, magari di nicchia, che potranno rivelarsi funzionali o complementari alla sua produzione e quindi al suo business.

Assolombarda, nel frattempo…

Nello stesso periodo, Assolombarda si stava riorganizzando in filiere e quella dell’automotive, di cui il motomotive è una componente ‘naturale’, è stata tra le prime a partire. Roberto Forresu (che oggi ne è il coordinatore) e Piergiorgio Bianchi (portatore di un entusiasmo contagioso proprio perché si basa sui risultati concreti già ottenuti) hanno chiaro in mente che cosa potrà fare con e per le imprese che già ne fanno parte e con e per quelle che vi entreranno in futuro.

PB. «Se ci mettiamo insieme tra aziende che fanno attività diverse ma complementari, possiamo presentarci a un cliente esterno e capire se tra noi possiamo fare sinergie e creare sistemi di prodotto che interessano a buyer che da soli non saremmo in grado di soddisfare. E poi possiamo pensare insieme prodotti che altrimenti non ci verrebbero in mente. Con un’azienda che ho conosciuto nel motomotive, Star Bianchi lo sta già sperimentando».

RLF. «Quello che è importante, ed è la ‘marcia in più della filiera, è la possibilità di incontrare chi fa cose diverse in settori diversi, col vantaggio di collaborare senza preoccupazione di perdere il proprio vantaggio competitivo ma anzi alla scoperta di come aumentare le proprie dimensioni assieme agli altri».

I progetti nascono dalle relazioni

Inutile intervistarli, vanno avanti da soli.

PB. «Se ci mettiamo insieme, le aziende come la mia possono massimizzare know how e competenze, non solo per collaborare insieme con un potenziale cliente finale, ma anche per prendere spunto dai grandi e crescere anche noi».

RLF. «In effetti, credo che oggi il compito delle imprese più grandi, nei confronti della filiera, sia portare e trasferire “valore” alle aziende più piccole. Ad esempio, possiamo collaborare nella filiera per favorire lo scambio di esperienze, la conoscenza dei mercati, e quindi permettere alla filiera di accrescere e allineare il know-how alle opportunità di business. Possiamo presentarci al cliente finale strutturati e pronti a collaborare con loro per esaltare le nostre capacità. E lavorando con le grandi aziende si puo’ capire in che modo ‘funzionano’ e quindi come far evolvere le loro capacità di intercettare i bisogni».

PB.  «Nella nostra prima esperienza è andata proprio così: loro ci hanno spiegato come sono strutturati e ci hanno illustrato le modalità di gestione delle diverse funzioni. E ora la filiera motomotive ha molto più chiaro come, in quali momenti e nei confronti di chi muoversi per cercare di fare business con aziende come quella. E pensa se potessimo vedere il processo di produzione di un’automobile: per farne una ci vogliono in media 5mila pezzi, mentre oggi ognuno di noi conosce solo una micro parte di processo produttivo…».

RLF. «In effetti, possiamo organizzare visite dei partecipanti alla filiera in alcune grandi aziende. E poi, per fare business ci vogliono strategia e visione. Dal confronto all’interno della filiera si puo’ lavorare sulla messa in comune di informazioni che aiutino a capire dove andrà il mercato automotive. Se anche le piccole avessero queste informazioni sui potenziali clienti, potrebbero capire anche loro come posizionarsi a seconda di dove andrà il loro mercato. In più, una visione a tre anni dell’intera filiera, oltre che del singolo mercato, sarebbe altrettanto fondamentale»

Se non avessero altri impegni in agenda, sarebbero già lì a telefonare e organizzare. Invece, sono costretti a darsi appuntamento a qualche giorno dopo. Ma intanto è chiaro perché vale la pena di entrare nella filiera Automotive di Assolombarda: «Nelle filiere», ha chiuso Bianchi, «l’aritmetica non vale: in termini di vantaggi competitivi che possiamo creare insieme, 1 + 1 fa almeno 4».


Hanno già aderito alla filiera dell’automotive

 


Vuoi partecipare alla filiera Automotive o anche solo saperne di più? Contatta Francesca Del Bo, tel.0258370412, e-mail francesca.delbo@assolombarda.it.

 

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