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Assolombarda presenta il libro “Fisco, imprese e crescita”

10 ottobre 2018


Assolombarda presenta il libro “Fisco, imprese e crescita”

Il volume è il secondo lavoro di una serie dedicata ai temi strategici per la crescita delle imprese, delle persone e del territorio. Dopo il primo libro di visione sul lavoro che cambia, ora l’Associazione propone una riforma che acceleri lo sviluppo del Paese attraverso un fisco promotore di crescita e innovazione.

In un Paese come l’Italia in cui la pressione fiscale è al 47,9%, il cuneo fiscale raggiunge il 47,7% del costo del lavoro e l’evasione è stimata in 109 miliardi di euro all’anno (media periodo 2013-15 secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze), può il fisco essere leva di crescita e innescare un circolo virtuoso che generi riduzione della pressione fiscale, crescita della produzione e occupazione?

L’Associazione ha provato a rispondere con il libro “Fisco, imprese e crescita”, prodotto in collaborazione con un panel di esperti tributari e i membri del Gruppo Tecnico Fisco di Assolombarda, che articola una proposta in otto punti, pensati come un set di misure per una riforma attuabile gradualmente nel tempo anche in ragione dei vincoli di bilancio. Vediamoli insieme:

  1. Spostare parte significativa dell’imposizione sul reddito di impresa dalla generazione alla distribuzione del reddito, in modo da incentivare il reinvestimento dei profitti per la crescita dell’impresa. In quest’ottica si propone un modello di tassazione del reddito d’impresa a doppia aliquota, basato su due momenti impositivi diversi: una prima imposizione al 17% è applicata sul reddito prodotto e reinvestito in azienda e una seconda imposizione al 7% su quello distribuito.

 

  1. Abrogare progressivamente l’Irap, con evidenti vantaggi, anche in termini di semplificazione degli adempimenti dichiarativi, per le imprese.

 

  1. Allineare le misure di incentivo per Ricerca & Sviluppo, formazione, nuova occupazione e digitalizzazione, ai processi pluriennali di pianificazione d’impresa. Come? Sostituendo gli incentivi temporanei con misure strutturali di “super-deduzione” (cioè deducibilità in misura superiore al 100% del costo storico) per categorie di spese o ammortamenti qualificati, quali R&S, formazione, nuova occupazione, investimenti 4.0 o per il rimpatrio di attività produttive.

 

  1. Favorire l’afflusso di capitale di rischio alle imprese riducendo la tassazione su dividendi e plusvalenze derivanti da investimenti di lungo periodo (detenuti, ad esempio, per almeno 5 anni) effettuati per finanziare i piani di sviluppo delle imprese.

 

  1. Semplificare il sistema tributario nel numero e complessità delle norme – dal momento che in Italia si applicano oltre 100 imposte – e rendere più equilibrato il rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente. In quest’ottica, le imprese chiedono la pubblicazione di circolari complete e tempestive, il miglioramento dell’istituto dell’interpello, una giustizia tributaria più efficiente e professionale, la stabilità nel tempo delle norme fiscali incentivanti.

 

  1. Introdurre una tassazione dei redditi generati sulla rete internet (la cosiddetta web tax) che corregga le distorsioni di attribuzione del gettito tra i Paesi nella tassazione delle attività “virtuali”.

 

  1. Accompagnare questi interventi con una riforma organica della imposizione sulle persone fisiche, rimodulando le aliquote e gli scaglioni e razionalizzando il sistema delle deduzioni e detrazioni. Da valutare inoltre la possibilità/opportunità di spostare l’asse impositivo dall’individuo alla famiglia.

 

  1. Considerare la riduzione graduale dei contributi ed oneri a carico dei lavoratori e delle imprese tra le priorità nella destinazione delle risorse di bilancio al fine di mitigarne l’impatto sul costo del lavoro e/o aumentare il netto in tasca del lavoratore senza incidere sul livello di welfare corrente.

 

La proposta dell’Associazione nasce quindi da un metodo diverso, quello della responsabilità: chiediamo una riforma che garantisca un sistema tributario allineato alle medie dei Paesi avanzati, senza per questo accrescere il rapporto tra debito pubblico e PIL. È il momento giusto per progettare un fisco che metta al centro le esigenze delle imprese.

Nelle prossime settimane approfondiremo le principali macro aree della proposta di Assolombarda, con particolare riferimento a: tassazione sulle imprese, rapporto Amministrazione-contribuente, redditi di natura finanziaria e tassazione sulle persone fisiche.

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