Le imprese

10 consigli per arrivare preparati in banca quando si chiede un prestito

6 dicembre 2016


10 consigli per arrivare preparati in banca quando si chiede un prestito

Norme sempre più stringenti rendono complesso per un imprenditore il processo di richiesta di un finanziamento in banca. Assolombarda e Cerved hanno sviluppato in dieci punti i passaggi da osservare per presentarsi con le carte in regola ai valutatori di banche e finanziarie.

C’era una volta la stretta di mano, se mai è bastata solo quella. Erano gli anni in cui le banche accordavano credito agli imprenditori sulla base di un rapporto “relazionale”. Oggi a parlare è la gabbia delle regole. Regole sempre più rigide impongono analisi su chi chiede credito da parte di chi quel credito lo può erogare. Perciò sapere come presentarsi in banca, che documenti portare, è diventato un asset tanto strategico quanto l’idea da farsi finanziare.

“Il tema del rapporto tra banca e imprese è decennale e sul modo di presentarsi agli istituti di credito, in questi anni si è rafforzata la necessità di arrivare in modo professionale – osserva Carlo Bonomi, vicepresidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, con delega a Fisco e finanza -. E specie le piccole imprese hanno bisogno di servizi a supporto”. Assolombarda e Cerved, una delle principali agenzie di rating d’Europa, hanno scritto un e-book per sapersi destreggiare nelle regole delle valutazioni bancarie: “Come ti valutano – banche e finanziatori”.

In pillole, questi sono dieci consigli per bussare alla porta di un istituto di credito con tutte le carte in regola.

1. PARLA LO STESSO LINGUAGGIO DELLA BANCA

Facilita il dialogo. Presentati con le idee chiare e con il maggior numero di informazioni”. Pensiamo ad esempio a una piccola impresa, che non compila una nota integrativa a corredo del proprio bilancio, oppure a un’azienda agricola o a un artigiano, che può usufruire di un regime di contabilità semplificata. Secondo Cerved, è meglio disporre di “un documento contabile che contenga più informazioni possibili” per “monitorare la tua situazione economico-finanziaria e facilitare la banca nella valutazione del merito di credito”.

2. PRESENTATI CON I CONTI IN ORDINE

Leggi il tuo bilancio come fa la banca e anticipa i valori che gli analisti si aspettano di trovare”.  Tra i numeri a cui presta attenzione una banca, ci sono il capitale circolante netto, il rapporto patrimonio netto-passività nello stato patrimoniale (deve essere di almeno il 25%), l’indice di indebitamento e il rapporto dei debiti che l’azienda ha verso gli istituti di crediti rispetto al fatturato. Poi interessano margine operativo lordo (mol) e netto e il rapporto mol-debiti verso le banche e mol-posizione finanziaria netta. Altri due indicatori della redditività di un’impresa sono il Return on equity e il Return on investment. Infine, occhio al flusso di cassa.

3. TIENI SOTTO CONTROLLO RITARDI E INSOLVENZE

Monitora costantemente il tuo portafoglio clienti e definisci una adeguata credit policy”. L’azienda deve dimostrare di poter far fronte agli impegni presi attraverso una gestione della propria clientela che non riservi sorprese. In una parola: insolvenze. Per questo è importante dimostrare di avere un piano per far fronte ai propri obblighi, di avere catalogato l’affidabilità dei propri clienti e di avere procedure standard per rispondere alle insolvenze.

4. PREVEDI LA TUA NECESSITÀ DI LIQUIDITÀ

Spiega perché chiedi credito e fornisci alla banca la pianificazione finanziaria a breve, medio e lungo termine”. Alla richiesta di credito è meglio arrivare preparati, sapendo di quanto si ha bisogno a lungo termine, per tornare a bussare alle porte della banca a breve. Per questo oltre al business plan, ossia una descrizione analitica e approfondita della propria idea imprenditoriale e dei metodi e tempi per realizzarla, Cerved e Assolombarda consigliano di accompagnarla a una pianificazione finanziaria, ossia un documento che indichi gli eventuali deficit di cassa che l’azienda potrebbe affrontare e le coperture.

5. GIOCA D’ANTICIPO E PREPARA IL TUO CURRICULUM VITAE

Racconta alla banca chi sei per facilitare la valutazione del tuo merito di credito”. Funziona proprio come il curriculum di un professionista, servono tutti gli elementi che descrivono l’azienda. Quindi natura giuridica, assetto societario, storia, missione e visione, attività, certificazioni, obiettivi a breve termine o a lungo termine, fatto di successo, una sintesi dei dati di bilancio.

6. CONOSCI LE GARANZIE

Sfruttale al meglio come supporto alla domanda di credito”. Sono di quattro tipi. Quelle reali, come privilegio, ipoteca e pegno, e agiscono sui beni dell’impresa. Le personali, fideiussione e avvallo, che riguardano l’imprenditore. Le cosiddetta atipiche, come la lettera di patronage, la cessione del credito, il mandato all’incasso e i convenants. Infine, le coperture offerte da Stato e consorzi di fidi.

7. AIUTA LA BANCA A VALUTARTI

Conosci le informazioni che determinano il tuo merito di credito e cerca di migliorarle”. Ad esempio, la banca verificherà la posizione in Centrale rischi. È la piattaforma della Banca d’Italia che raccoglie da tutte le banche dati aggiornati sull’indebitamento di correntisti e aziende verso banche e finanziarie e cono uno scarto di due mesi, elabora un profilo. Questa posizione può essere richiesta anche dal privato, per conoscere come si è valutati.

8. PUNTA SULLA TRASPARENZA

Assicurati che sul mercato le informazioni sulla tua impresa siano disponibili, corrette e aggiornate”. “All’estero, specie nel mondo anglosassone, è comune avere un credit file da presentare quando si richiede un finanziamento – spiega Valerio Momoni, direttore area marketing e sviluppo prodotti del gruppo Cerved -. In Italia ci si muove per la prima volta, ma se sono un’azienda devo essere interessato a sviluppare un profilo creditizio, prima che la banca lo chieda”.

9. CONSOLIDA LA TUA REPUTAZIONE

Autovalutati e alimenta la tua credibilità sul mercato”. Come analizzarsi in modo equo? “Cerved ha sviluppato la piattaforma Credibility – prosegue Momoni -. Un piccolo imprenditore può accedere e ha l’indicazione di come Cerved lo vede, sulla base delle informazioni di pagamento. L’imprenditore può interagire: se le informazioni non sono aggiornate, può inserire nuovi documenti, come bilanci o fatture, che Cerved verifica prima di rielaborare il proprio giudizio”. Dal lancio a maggio si contano circa mille iscritti. Assolombarda offre il modello Bancopass, una piattaforma che “analizza dati prospettici e passati con tutte le banche – spiega Bonomi -. Abbiamo 1.450 iscritti. Abbiamo sottoscritto accordi con gli istituti di credito, che a fronte di un modello Bancopass si impegnano a dare una risposta entro 30 giorni”.

10. PRESENTATI AL MEGLIO

Dopo aver applicato i primi 9 consigli, è ora di presentarti al meglio: investi su trasparenza e credibilità.

 

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